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Transponder FAA ha deciso!! Adesso cosa farà ENAC?

Arrivano i primi rumors ed indiscrezioni sul tema Transponder dei nostri droni. É di pochissime ore fa la notizia secondo la quale la FAA (ente dell’aviazione americano) abbia preso la decisione finale in materia transponder. Di conseguenza, l’omonimo americano di ENAC ha appena bandito una gara di appalto per la progettazione e la realizzazione di un nuovo sistema dedicato alla gestione della localizzazione di ogni drone, presente sul territorio americano.

La FAA ha proposto un sistema che prevede la trasmissione alla ATM (Air Traffic Management) competente delle coordinate gps del drone e del suo operatore, utilizzando la connessione dati dei nostri cellulari. In parole povere, il modello americano prevede che il drone trasmetta le proprie coordinate al cellulare del pilota e che quest’ultimo di conseguenza trasmetta, utilizzando la propria connessione dati, le informazioni appena ricevute.

Questa decisione sarebbe scaturita dalla necessità di non sovraccaricare le frequenze di trasmissione standard, già sature a causa del sempre crescente traffico aereo.

L’adozione di questo nuovo sistema sembrerebbe in prima battuta favorevole ai nostri “colleghi” dronisti americani…In realtà non è cosi! In quanto ogni possessore di drone dovrà pagare un abbonamento più o meno cospicuo solo per poter far alzare dal suolo il proprio drone.

Purtroppo i lati negativi non finiscono qui!

Come tutti sappiamo, il sistema di geo localizzazione nasce per aumentare il livello di sicurezza (“safety” per gli amici americani) in volo ma in realtà quest’ultimo presenta delle criticità molto evidenti. Per esempio ci sorge spontaneo chiederci come sia possibile il funzionamento di tale sistema in zone dove il segnale cellulare è assente. L’unica risposta possibile a tale domanda è che il sistema in quelle zone non funzionerà!

A questo punti altre domande ci sorgono spontanee:

“se questo sistema, nato per aumentare la sicurezza aerea, non è sempre attivo e funzionante che senso ha?”

Ci rendiamo conto che progettare un sistema che funzioni in tutto il continente americano, diverso per infrastrutture e morfologia sia un arduo conto ma nonostante ciò siamo veramente sorpresi dalla decisione della FAA che affida la sicurezza aerea ad un sistema che di fatto non può essere sicuro!

Speriamo che ENAC non segua l’esempio del suo omologo americano, costringendoci a pagare per un servizio che di fatto non può funzionare sempre.

Rimaniamo in attesa dell’esito della gara appena bandita e siamo curiosi di scoprire chi sarà ad aggiudicarsi l’appalto milionario. Per il momento sappiamo soltanto che tra le azienda partecipanti ci sono anche Amazon, Intel, Airbus e Airmap.

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